Didyma - Didymaion

Didyma - Didymaion

Il Tempio di Apollo a Didima, noto anche come Didymaion, era il quarto tempio più grande dell'antica Grecia. Il suo oracolo, considerato il secondo più importante dopo quello di Delfi, esercitava una grande influenza sugli affari religiosi e politici di Mileto e del mondo mediterraneo in generale. Numerosi sovrani, tra cui Alessandro Magno (356-323 a.C.) e Diocleziano (244-313 d.C.), cercarono la guida di Apollo a Didima. L'oracolo svolse un ruolo cruciale nell'instigare la Grande Persecuzione dei Cristiani sotto l'Imperatore Romano Diocleziano, prima di essere trasformato in una chiesa cristiana di data incerta, alcuni suggerendo il V secolo d.C. o VI secolo d.C. o anche prima.

Il Didymaion, situato vicino a una fonte naturale che i Greci ritenevano essere la sorgente del suo potere profetico, sostituì un precedente tempio più piccolo costruito dagli abitanti di Mileto nel VI secolo a.C.. Tuttavia, il nuovo tempio fu devastato dal re persiano Dario nel 496 a.C. o da Xerxes nel 480 a.C.. Secondo la leggenda, la sacra fonte cessò di scorrere fino a quando Alessandro Magno passò e restaurò la sua sacralità nel 331 a.C.. Le prime pronunce oracolari favorirono questo giovane re macedone.

Didyma - Didymaion

L'importanza politica e religiosa del Didymaion

Nel mondo antico, dove politica e religione erano strettamente intrecciate, il Tempio di Apollo a Didima svolgeva un ruolo significativo in entrambe le sfere. Il complesso del tempio ospitava numerosi eventi religiosi, come festival, sacrifici (inclusi sacrifici animali) e offerte votive, e influenzava la legge milesiana e gli affari pubblici, fornendo protezione contro i nemici.

Data l'importanza del tempio, la posizione di sommo sacerdote era un ruolo ambito e prestigioso. Il sommo sacerdote, eletto per un mandato di un anno, era solitamente un aristocratico ricco e influente di Mileto, profondamente coinvolto nella politica e nel commercio della città. Le sue responsabilità includevano il finanziamento delle attività relative al santuario. La posizione di sommo sacerdote era così significativa che diversi imperatori romani, come Traiano, Adriano e Giuliano, furono eletti a questa carica, testimonianza dell'importanza del tempio negli affari religiosi e politici di Mileto e del mondo mediterraneo.

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